Italia, giovani, mercato del lavoro, talento, merito. Saranno questi i temi che affronterò sabato alle ore 13:30 su Radio 24, ospite di Sergio Nava a “Giovani Talenti”, il programma che racconta le storie dei giovani italiani in fuga dal nostro Paese alla ricerca di un’affermazione professionale che nei confini nazionali non trova realizzazione. E l’occasione da cogliere arriva dall’estero. Ma perché questi talenti abbandonano l’Italia? Cosa dovrebbe cambiare nel nostro Paese affinché restino o ritornino? Continua a leggere
Troppi modelli di impiego
Posto un mio articolo pubblicato la scorsa settimana su Panorama Economy…
Il Welfare italiano poggia su un sistema di pilastri deboli e squilibrati. Il Governo tecnico ha ritenuto, anche per le pressanti esigenze di finanza pubblica, di avviare la sua azione agendo sul massiccio e squilibrato pilastro del sistema pensionistico, in un Paese caratterizzato da una spesa per le pensioni che occupa una fetta ben più ampia che negli altri Paesi europei della torta complessiva del Welfare.
Il secondo pilastro, più esile e non meno squilibrato, è il sistema degli ammortizzatori sociali, sin qui rigido, obsoleto e riservato solo ai lavoratori super-garantiti. Di conseguenza, quello che dovrebbe essere un terzo pilastro del Welfare, cioè il sostegno ai giovani e alle donne, è ancora più esile. In Italia, tra i 16 e i 24 anni, solo un ragazzo su quattro lavora, mentre nella stessa fascia d’età in Germania, USA e nella media dei Paesi europei, ne lavora uno su due.
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Decifrare il codice della complessità
Parliamo ancora di complessità, perché nell’era della globalizzazione non si può pensare di essere vera impresa se non c’è complessità. E prendiamo le distanze dalle più diffuse concezioni che annoverano la complessità come elemento “negativo” e riducono la semplificazione a una mera eliminazione di costi ritenuti non necessari. Lo facciamo attraverso l’interessante studio elaborato da McKinsey che oggi vi propongo: Cracking the complexity code, che apre a una visione della complessità non come “qualcosa da sconfiggere” ma come “opportunità da sfruttare” a vantaggio della propria organizzazione. Se ben gestita, la complessità può accrescere la solidità di un’azienda migliorando la sua capacità di adattarsi a un mondo in continuo cambiamento.
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Lavori in Corso: esce oggi il magazine sul lavoro di ManpowerGroup
PENSIERO COMPLESSO, ESECUZIONE SEMPLICE: è questo il tema del nuovo numero di Lavori in Corso – il trimestrale di ManpowerGroup su economia e cultura del lavoro – in allegato all’autorevole quotidiano nazionale ItaliaOggi in tutte le edicole d’Italia. Nato nel 2008, il nostro magazine affronta da quattro anni – con riconosciuto unanime consenso – i temi di maggiore attualità che impattano sul mondo del lavoro. Forte di un’indipendenza editoriale che lascia ampio spazio a molteplici voci e opinioni, a garanzia di competenza e obiettività, le pagine di Lavori in Corso ospitano approfondimenti, pensieri e visioni delle persone che “fanno” la cultura del lavoro: aziende, istituzioni, mondo accademico, stakeholder di mercato, lavoratori.
Semplificare la complessità: cosa serve oggi alle aziende per essere vincenti
E’ il tema del prossimo appuntamento di Manpower Academy – i nostri eventi-dibattito dedicati alle principali questioni dell’economia e della società del lavoro – in programma a Milano il prossimo 29 novembre. “Semplificare” è la lezione che insegnano gli ultimi cinquanta anni di storia del management. Le aziende che hanno saputo semplificare e ottimizzare i processi, senza smarrire in questo i valori di fondo, sono state in grado non solo di gestire le complessità ma di farlo anche durante le più critiche fasi di discontinuità.
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Volontariato d’impresa: una risorsa per l’education italiana?
Proprio così. Noi ci crediamo. Ed è per questo che venerdì 18 novembre a Milano interverrò all’incontro-dibattito sul tema organizzato, con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, da Junior Achievement Italia – l’associazione no profit di cui sono attuale presidente, impegnata nel promuovere lo studio delle materie economiche nelle scuole italiane. Continua a leggere
Il futuro del Made in Italy
Made in Italy non è solo prodotto, qualità, esclusività, materie prime, territorio, e tutti i temi ancor più caldi in questi momenti dove il potenziale del nostro paese è al centro delle riflessioni economiche, ma è anche persone, ingegno, innovazione, talento. Avrò occasione di parlarne con illustri rappresentanti di aziende molto importanti sabato 12 novembre a Udine. “Il futuro del Made in Italy. Visioni a confronto” è il tema del talk show che si svolgerà alle ore 18 presso il Teatro Giovanni da Udine nell’ambito della Fiera del Lavoro organizzata da ALIg, l’Associazione Laureati Ingegneria Gestionale.
Un giovane su quattro non studia e non lavora
La crisi continua ad abbattersi sui giovani italiani e ad accrescere le fila dei Neet, termine ormai entrato a pieno titolo nel nostro vocabolario: gli under 30 che non studiano, non lavorano e non sono impegnati in percorsi formativi. Il nuovo dato che arriva da Bankitalia vede il loro numero a quota 2.233.672 nel 2010 (pari al 23,4% della popolazione tra i 15 e i 29 anni) laddove nel periodo tra il 2005 e il 2008 la cifra si attestava a poco meno di 2 milioni (20% della popolazione sotto i 30 anni). Un ennesimo scenario di emarginazione dei giovani dalla società che si aggiunge all’ultima rilevazione Istat che a settembre ha denunciato un tasso di disoccupazione giovanile al 29,3%, triste record da gennaio 2004. Peggio di noi in Ue solo la Spagna (48%), la Slovacchia (30,7%) e l’Irlanda (29,3%).
Il lavoro che non c’è: ne parliamo oggi alle 11:30 su Radio3 Mondo
La ripresa economica stagnante ha cominciato ad avere un effetto drammatico sui mercati del lavoro. In una preoccupante analisi pubblicata alla vigilia del vertice del G20 di Cannes, l’International Labor Organization afferma che l’economia globale è sull’orlo di una nuova e più profonda recessione dell’occupazione che ritarderà ulteriormente la ripresa economica globale e potrebbe risvegliare ulteriori tensioni sociali in molti paesi. Continua a leggere
Il dovere di fare. Europa, industria ed economisti incalzano il governo sullo sviluppo
[Il Foglio - 22 ottobre 2011] Unione europea, imprenditori ed economisti: ciascuno, presa nota dello slittamento del decreto sviluppo del governo, accresce le pressioni sull’esecutivo affinché le prossime misure per la crescita siano le più incisive possibile. Ieri in mattinata è arrivato il messaggio dell’Ue: la Commissione “chiede al governo di finalizzare con la massima urgenza forti misure per la crescita”. Bruxelles è alla ricerca di certezze per il Vecchio continente, dopo che ieri è iniziata una sei giorni di vertici dei 27 stati membri per uscire dalla crisi del debito sovrano. Continua a leggere

